tutte le immagini dei quadri, delle sculture ed i testi tratti dai libri dell’artista sono © di Max Loy


..."Il raggio verde è una luce visibile per brevi secondi nelle chiare serate estive, subito dopo il tramonto del sole.

In metafora è qualcos’altro di più significante, una luce interiore che va cercata lì dove ha dimora: nel silenzio.



raccolta di immagini, testi e pensieri di Max Loy ...

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In these paintings of mine there are two different elements: colour and shape, casualty and organization, intuition and recognition. Two different types of music combining melody and a countermelody evoking the marvel of a stereophonic listening.


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Esposizione virtuale delle opere di Max Loy.

“E’ così: ogni azione e ancor più manifestamente quelle dettate dal sentimento, affondano le radici in una regione misteriosa dalla quale ogni gesto assume un significato trascendente che è caratteristico della figura dell’uomo: egli trascende se stesso, così le sue azioni sono allegorie, immanenza e trascendenza insieme.

Questo è un mistero grande, l’unico.”

data inizio blog: 8 ottobre 2009


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domenica 10 novembre 2013

La grande conchiglia





Ormai comincio ad avere la mano piena di conchiglie, sassolini e minutaglia varia. Mi secca portare le cose, mi piace avere le mani libere.
Rifletto: tutto quello che ci procuriamo per il nostro piacere prima o poi diventa un ingombro che ci appesantisce. Se penso alla casa che ho costruito, alla fretta che avevo nel renderla accogliente e poi la guardo adesso, stracolma di cose da non avere più lo spazio per mettere un libro...
Ora, finchè posso, cammino nudo come Dio mi ha fatto, ho la foglia di fico, d’accordo, perchè ho peccato, ma per il resto....prendo lo slancio, apro la mano e faccio volare tutto in mare pensando “polvere alla polvere” che non c’entra gran che.
Tornerò a casa con pericolose abitudini.
Mi piacerebbe sdraiarmi nell’acqua come l’altro giorno o magari farlo sulla sabbia compatta della riva, ma è una seccatura poi scrollarsela di dosso: è nella mia natura valutare le conseguenze d’ogni comportamento.
Alla fine, paradossalmente, sono l’uomo dei compromessi: mi siedo.
Mi viene la debole curiosità di vedere a quale profondità troverò l’acqua, che è sempre una variante dell’istinto di fuggire l’ozio. Scavo la sabbia strofinando su e giù la gamba rotta, poi mi aiuto con l’altra e alla fine mi appassiono e ci do dentro con tutt’e due le mani: c’è del duro sotto, sembra una pietra. Gli scavo intorno in lotta con la sabbia che continuamente frana per l’acqua che sale dal fondo. Con le mani esploro le dimensioni, cerco un appiglio per far forza e scalzarla di li. 

Il bello di queste fatiche è che sono del tutto gratuite,
non servono a niente.



Alla fine estraggo una grande conchiglia di cui non immaginavo l’esistenza, la lavo nel mare e la palleggio tra le mani: bella e inutile, ce ne sono a centinaia intorno a me. Chiedo alla conchiglia che con tanta ostinazione ho dissepolto “sei la metafora di che?” e me l’accosto all’orecchio avesse a rispondermi, giocando al gioco “è Dio che ti parla” che mi serve come il sale per insaporire il quotidiano.




È la famosa lettura sopra o tra le righe di cui spesso mi vanto e che mi conferisce anche l’autorità per dispensare benedizioni ad personam.
Ma ogni bel gioco dura poco e, se il sole non m’inganna, dev’essere mezzogiorno passato, l’ora di tornare.

Tratto da “Sea life” di Max Loy

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